Pink Floyd, Live in Venice 1989
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28 Agosto 2006
Dai Castelli di Ludwig a Salisburgo…. Il nostro programma di viaggio prevede 3 giorni sulle tracce di Mozart.
Ci districhiamo nel traffico di Salzburg e troviamo la Pension Wallner, minimalista ma funzionale al nostro soggiorno. Appena tornati da una prima passeggiata salisburghese scopriamo di essere “oltre il monte”… e chi immaginava che Salisburgo avesse la sua bella montagna in mezzo alla città? … e le case incastonate? E’ stato bello approcciare con la città assaporando un hot dog e un panino con lo speck on the road!
La prima passeggiata per Salzburg ci mostra l’abbeveratoio, il Duomo, Mozartplatz, Residenzplatz, PapagenoPlatz, Rathaus Platz e la famosa via commerciale che ospita la casa di Mozart.
Dal punto di vista culturale siamo “bloccati” perché non abbiamo ancora acquistato la Salzburg Card… per ammortizzare e ripagarci ampiamente la tesserina convenzionata con la città dobbiamo vedere: La casa Natale di Mozart, la sua abitazione, la Mostra Viva Mozart, l’ascensore, la Fortezza, il museo della birra e il Miracle’s Wax Museum (il museo delle cere)…. In 3 giorni non ce la faremo mai!!! Oppure si?
Ore 20.30
Ristorante Wilder Mann. Abbiamo già gustato un consommè con frittata e uno con verdurine e canederli… aspettiamo un gulasch e un filettino di manzo brasato. Ci siamo rifugiati in questa osteria molto tipica e incredibilmente economica visto che si trova in una traversa della nota strada delle insegne!…. La pioggia di questi giorni non ci abbandona.
La cena non è troppo romantica…siamo in un tavolone tondo con una famiglia di turisti (tedeschi?)!29 Agosto 2006
Avremo fatto bene a comprare questa Salzburg Card?Finora abbiamo visitato il Museo Viva Mozart, la Casa natale e l’abitazione per un totale di 17.50 euro per andare in pari mancano 11,50 euro ma siamo già distrutti!
Sternbrau… cortile interno tra il fiume e la Getreidegasse…2 birre per riposarci. Facciamo il punto su quello che abbiamo visitato:
1. Mostra interattiva Viva Mozart con tanto di audioguida con voce di Mozart che ti accompagna per le sale tematiche: Teresa è rimasta impressionata dalla Sala dei Balli e ha utilizzato un ventaglio come le dame di corte viennese!
2. Casa Natale di Mozart: stendiamo un velo pietoso! E’ una mostra contemporanea mal riuscita. Ambienti poco evocativi e improvvisati… il cicciobello nella culla è veramente trash! Rimanete pure fuori mentre orde di turisti invadono l’ingresso.
3. Casa Mozartiana: bel viaggio nella vita musicale di Amadeus e della sua famiglia. Bella esperienza. L’audioguida in dotazione e funzionale al percorso, forse un po’ lungo ma molto interessante.
4. Fortezza: vedute spettacolari su Salisburgo. I musei interni sono un po’ monotoni ma la visita guidata, sempre con audioguida, è da non perdere.
5. Battello… giusto per abbattere il costo della Salzburg Card. Evitabile. Per non parlare del fantastico regalo che il capitano ha fatto ai bambini… un adesivo anni 70 del battello! Se ero io glielo attaccavo sul vetro!
Saremmo stati piu contenti se avessimo bevuto 29 euro di birra piuttosto che comprare la S.C…. tutta sta convenienza non l’abbiamo vista… per ammortizzarla ci stiamo rimettendo la salute!!!
30 Agosto 2006
…e qui continua a piovere… sembra Novembre, il tempo non è stato proprio dalla nostra parte.
Ieri sera è stato bello cenare allo Sternbrau con la arie mozartiane come sottofondo musicale.
Oggi sarà un’altra giornata piena… inizieremo dai Giardini Mirabell.
“Amore fai i panini con il patè di fegato che abbiamo portato via dalla colazione!”
Ore 15.30
Taverna Zipfer vicino alla Franziskaner. Vagando alla ricerca di un concertino ci infiliamo nella chiesa Franziskaner e, ascoltando un organo melodico, ci riposiamo le gambine visto l’intenso percorso della giornata.
Riepilogando:
1. Giardini Mirabell dove abbiamo fatto la “conoscenza” di Wolf Dietrich il signorotto locale che ha fatto costruire mezza Salisburgo e che ci siamo ritrovati nel Wax Museum a parlare con Mozart sopra una tavola imbandita di nobili dell’epoca…concentrato di vizi e virtù della Salzburg di fine Settecento
2. Internet Point vicino alla stazione alla frenetica ricerca di un centro benessere in Alto Adige.
3. Sotto una pioggia battente ci ritroviamo sotto la Casa di Mozart e decidiamo, con un po’ di diffidenza iniziale, di entrare nel Museo delle cere (Wax Museum). Un salto nel tempo nella Salisburgo del 1791 tra animazioni robotiche e ologrammi che presentano la vita quotidiana dell’epoca. Bella esperienza, anche se un po’ commerciale, estremamente didattica.
4. ResidenzPlatz: o meglio, ci ritroviamo, senza nemmeno saperlo e accompagnati da un tipo della biglietteria, nella galleria di una mostra temporanea sul sonno… non era proprio quello che cercavamo però è carina e ce la guardiamo rapidamente. Ecco gli appartamenti residenziali motivo della nostra visita. 14 sale, la nostra audioguida fornita, come in tutti i musei che abbiamo visitato, ci conduce attraverso le residenza degli arcivescovi. In due sale Mozart ha fatto i suoi primi concerti all’età di 6 anni e scopriamo che tutte le sale sono state splendidamente affrescate con le gesta di Alessandro Magno dal famoso pittore Rottmayer h! Niente a confronto della magnifica Gulashsuppe che mi sono appena mangiato!
Ore 21.30
A distanze di 6 ore rieccoci nella Taverna Zipfer, dove nel pomeriggio abbiamo gustato un indimenticabile Ristretto con strudel ripieno di carne trita.
L’Augustiner Bier, anche se molto tipico e folk, sul fronte culinario non ci ha allettato quindi siamo tornati alla Zipfer tra tavolacci e trofei di caccia pronti per studiarci un menu che evoca ottime combinazioni.
Ultima sera a Salisburgo siamo nostalgici e ubriachi, le intense giornate di pioggia e la carica culturale della città ci mancheranno! Foto da una cabina telefonica come ultimo ricordo di viaggio, proprio come a Vienna (perché da noi queste tecnologie non sono ancora arrivate??)
I gestori della Pension Wallner ci hanno considerato meno di zero, però il nostro attico di 35 euro a testa al giorno era carino…
Sito fondamentale per il soggiorno a Salisburgo www.salzburg.info
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Renon, meta sudtirolese carica di fascino e curiosità.
Renon è silenzio, scoperta, palcoscenico sopra Bolzano.
La notte sul Renon consente un flusso di pensieri intenso, poetico. Sfiorare il prato umido, cogliere i profumi dell’altopiano, evocare la maestosità delle cime nascoste dal buio di mezzanotte.
Immaginate una vecchia littorina d’epoca, un binario appoggiato su un letto d’erba…il binario di insinua nei percorsi della natura, tra laghi, boschi di larici, panorami incantevoli…
Le fermate del trenino non sono stazioni vere e proprie, sono semplici strutture in legno della foresta, al volte particolarmente rustiche… sono un insegna in ferro battuto o forgiata scalpellando un asse ci ricorda che siamo su un percorso ferroviario molto particolare.
La littorina può lasciarci nel mezzo del bosco, tra i mille sentieri del Renon.
Immaginate questo antico trenino in stile Belle Epoque, immaginate che abbia 99 anni appena compiuti…immaginate di esserci sopra proprio sul percorso che da Collalbo conduce a SopraBolzano…
Come planare sopra Bolzano entrando nel centro storico, ecco l’esperienza che consente di vivere la splendida funivia che collega Soprabolzano con la città sottostante. Ben 900 metri di dislivello in poco meno di 15 minuti…sospesi nello spazio e nel tempo… un volo pindarico sopra i boschi, sopra le piramidi di terra, guardando fino al Latemar…
E una volta a Bolzano non mancate di andare a salutare Otzi (tutto il mondo ci invidia la mummia venuta dal ghiaccio!).Le piramidi di terra, icona e simbolo del Renon, rappresentano un singolare fenomeno geologico (in realtà sono presenti anche a Zone, nel bresciano). Giganteschi massi proteggono il terreno sottostante dall’erosione millenaria, creando cosi dei veri e propri colossi visibili da più punti dell’altopiano. Il percorso dedicato a questa originale espressione della natura parte da Collalbo, lungo la strada per Longomoso fino al caffè Erdpyramiden. Proprio da qui parte il sentiero fino a Santa Maria, che consente di osservare le piramidi da ogni angolazione. Circa 3 ore di cammino ma ne vale la pena.
Per gli amanti dei sentieri tematici segnalo la passeggiata che inizia a Soprabolzano, proprio vicino alla vecchia stazione. Il percorso ambisce a descrivere, in circa 2 ore di cammino, le particolarità del Renon. Peccato non avere soggiornato a Soprabolzano… ho trovato Collalbo poco tipica, poco accogliente e molto dispersiva. Peccato.
Ecco alcune note negative rilevate nel corso dei due giorni di soggiorno:
Pensione Schrall-Belmonte: 35 euro per un trattamento B&B in una camera stretta, poco pulita, senza TV e senza carta igienica in un bagno anni 70 mi sembrano veramente troppi! Incredibile per lo standard altoatesino sempre molto alto…. Sconsigliatissimo a parte lo splendido giardino di fronte alla pensione.
Bar Zentral: centro paese, locale carino ma offerta culinaria poco tipica e prezzi altissimi (e il paese offre poco altro).Consiglio vivamente di soggiornare all’albergo Zum Zirm proprio sotto il Corno Renon (2270 metri) vera perla dell’escursionismo sul Renon. Siamo a valle Pemmern ( a qualche km da Collalbo) dove la moderna cabinovia conduce fino a Cima Lago Nero (2070 m). Un rifugio accoglie in viandanti offrendo ottimi caffè e una vasta scelta di percorsi. Impedibile quello panoramico…peccato solo per il tempo incerto….
Dalla Cima si gode un panorama tra i più incantevoli delle Alpi: dai colossi di ghiaccio dell’Ortles alle Dolomiti, dalle Alpi dello Stubai e dello Zillertal alla Presanella e all’Adamello.
Mi ha colto un magico senso di appartenenza, un emozione che solo la montagna sa regalare…
www.rittnerhorm.com
www.ritten.com
www.suedtirol.infoAlcune curiosità tratte dalla rivista Ars Vivendi:
Il trenino del Renon è l’ultima ferrovia a cremagliera ancora in funzione in Alto Adige, i suoi vaoni risalgono al 1907
La funivia aerea con i suoi 4565 m è la piu lunga funivia senza interruzioni esistente la mondo!
Nel medioevo gli imperatori germanici attraversavano il Renon per andare a Roma a farsi incoronare: oltre 60 imperatori hanno alloggiato nella commenda di Longomoso, antico ospizio fondato dall’Ordine Teutonico
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