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Appunti dall’Elba

“Quando la Venere Tirrenica uscì dalle onde del mare, dal suo diadema si staccarono sette gemme. Nacquero cosi le isole dell’arcipelago toscano: Elba, Giglio, Capraia, Gorgonia, Pianosa, Giannutri e Montecristo”.
Antica Leggenda.

Gli oltre cento km di costa dell’isola d’Elba offrono un’incredibile varietà di ambienti, panorami, contesti indimenticabili: calette, spiagge, insenature, ampi golfi con litorali attrezzati e approdi. Visitare l’Isola d’Elba è un esperienza da costruire giorno per giorno, con cura, dettaglio ma anche con quell’improvvisazione che regala scoperte inattese e magiche.

I nostri nove giorni nella perla Elbana sono scivolati via tra profumi di pino ed eucalipto, colori chiari del mare cristallino e scuri delle nubi maestose su Monte Calamita, silenziose spiagge dipinte di bianco, del rosso ghiaia, del verde pino, del grigio roccioso e del nero pomice.

L’Elba va vissuta con tutti i sensi e… con queste informazioni pratiche, utili anche per smantellare qualche luogo comune.

CONSIGLI e INFORMAZIONI PRATICHE (per contenere il Budget…)
– Periodo: il nostro viaggio si è svolto la prima settimana di settembre. Credo sia il periodo ideale. Le spiagge affollate non mancano ma si riesce a ricavare i propri spazi vitali cercando piccoli angoli di paradiso. Le strade inoltre non sono particolarmente trafficate, tranne quella per Capoliveri dalle 19 in poi.
– Traghetto: Consigliamo il traghetto Toremar, costa qualche decina di euro in meno rispetto alla Mobylines, si prenota online e il biglietto via email consente l’imbarco diretto.
– Alloggio: la nostra scelta di affittare un appartamentino a PortoAzzurro si è rivelata strategica. Dopo una ricerca capillare sul web consigliamo questi siti che ci hanno consentito di trovare una buona sistemazione ad un ottimo prezzo a due passi dal centro di Porto Azzurro.
http://www.infoelba.it (ha uno straordinario servizio di richiesta multipla in funzione della tipologia di alloggio, il vostro indirizzo di posta verrà intasato di preventivi!)
http://www.isoleditoscana.it (sito istituzionale)
http://www.manticaviaggi.it (trovato grazie a infoelba.it, la Signora Lidia è gentilissima e saprà consigliarvi un ottimo alloggio!)
– Orientamento: acquistate la guida “Elba Tutte le Spiagge” si trova praticamente ovunque ed è un vero investimento per scoprire i posti più suggestivi dell’Isola D’Elba. Ogni zona dell’isola ha una sua particolarità, sta a voi scoprire quale caratteristica coccola di più i vostri sensi. In linea molto generale:
– la parte ovest, alla quale abbiamo dedicato meno tempo, è dominata dai mille metri del monte Capanne, spettacolare per gli amanti del trekking, da poche spiagge “commerciali” (ad esclusione di Fetovaia e Cavoli, affolattissime) e dai paesi di Marciana Marina e Marina di Campo (altra frequentata metà turistica)
– la parte nord est, famosa per le sue ex miniere è suggestiva ma molto meno turistica della zona sud est che è comunque consigliabile per l’equilibrato incontro tra le due anime dell’isola (Portoazzurro, Portoferraio e Capoliveri offrono tanti servizi, belle serate e sono posizionate in modo tale da raggiungere piuttosto rapidamente ogni parte dell’isola)

SPIAGGE (non perdete tempo con le famose…)
Durante il nostro soggiorno abbiamo visitato 14 spiagge! L’isola si gira comodamente in auto anche se le strade provinciali sono un po’ strette, a rischio ciclista… La nostra idea di affittare uno scooter è naufragata guardando i prezzi proposti dai rent (per un 125 cc ci hanno chiesto circa 40 euro al giorno!). Per la maggior parte delle spiagge non abbiamo avuto difficoltà a parcheggiare, per alcune il parcheggio è un vero dramma (soprattutto le più frequentate) e questo ha influito sulla nostra valutazione…
Nell’ordine, le spiagge che abbiamo apprezzato di più sono:
1. Palombaia (sulla strada per Cavoli da Marina di Campo): un piccolo paradiso semi sconosciuto ma, nonostante tutto, attrezzato con piccolo bar e noleggio lettini. Parcheggio semplice, una scalinata un po’ impegnativa vi condurrà alla spiaggia. Simpatico il gestore, allegro nel suo abbandonare la baracca per corteggiare 3 turiste… il mare è stupendo, la spiaggia di sabbia e ghiaia poco affollata. Abbiamo trascorso uno splendido pomeriggio di relax!
2. Le Ghiaie (a poca distanza dal centro di Portoferraio): i sassi bianchi rendono i colori magici e l’acqua cristallina. Di una rara bellezza. Affollamento contenuto, nonostante la posizione centrale (si trova praticamente in paese) e buoni servizi. Indimenticabili i gabbiani presenti ovunque.
3. Ferrato (Zona Capoliveri, direzione Straccoligno): altra spiaggetta semi sconosciuta e per questo sicuramente speciale. C’è una bellissima pineta che consente momenti d’ombra e una splendida visuale. Piccolo bar, un po’ improvvisato e parcheggio con gestore assonnato. Acqua limpida affollata di pesci! Bellissima davvero.
4. Magazzini (Dalla provinciale Portoferraio-Porto Azzurro si gira per Schiopparello fino a Località Magazzini): spiaggia corta con ulivi e pini a ridosso. Bellissimo mare, tappetino di foglie e pochi, solitari turisti. C è una splendida vista su PortoFerraio, davvero un posto magico se cercate la tranquillità. Costeggiando il muretto che recinta un azienda agricola e attraversando un canneto arrivate a Schiopparello, altra bellissima spiaggetta semi deserta che vi consente di ammirare uno splendido tramonto su PortoFerraio.
5. Zuccale e Barabarca (sulla strada per Capoliveri, seguendo la direzione per le spiagge): Acqua chiara limpida e fresca, siamo in un piccolo golfo circondati da Ginepri, ulivi, lecci e pini. Sguazziamo tutta la mattina con le nostre maschere per vedere pesci e fondali, davvero bello. Le due spiagge sono collegate da qualche scoglio che consente il passaggio da una all’altra. Ottimo il parcheggio anche se a pagamento (0.75 euro l’ora).
6. Lacona: Molto affollata ma comunque molto bella. Classica spiaggia di sabbia, attrezzatissima e piuttosto lunga. Consente comunque, in alcune zone, di stendere teli e piantare ombrelloni…. Acqua limpida e godibilissima. Vale qualche ora, magari la mattina presto, prima che i bambini ti costruiscano un castello di sabbia in testa! Oltrepassato il camping sulla sinistra c è un bel parcheggio gratuito. Proprio davanti ad un bar paninoteca che, tra l’altro, fa ottimi panini!
7. Cala Dell’Innamorata (da Capoliveri proseguendo in direzione Morcone e continuando per Madonna delle Grazie): non possiamo apprezzare appieno le bellezze della spiaggia causa cielo coperto. Peccato! Il nome della spiaggia è legato ad una antica leggenda rievocata il 14 Luglio di ogni anno. Pare che nel lontano 1500 due giovani innamorati, Lorenzo e Maria (diciamo Romeo e Giulietta dell’Isola d’Elba) si incontrassero di nascosto su questa spiaggia. Il 14 Luglio del 1534 Lorenzo arrivò in anticipo all’appuntamento ma venne catturato dai pirati saraceni e Maria assistette impotente, dall’alto di una scogliera, all’uccisione del suo amato. Disperata decise a sua volta di uccidersi gettandosi in mare. Ogni anno questo disperato gesto d’amore viene rievocato da una ragazza che si tuffa in mare dallo stesso scoglio. La storia ci ha suggestionato come la visuale sulle isole Gemini.
8. Enfola (da Portoferraio proseguire in direzione Enfola si trova proprio al termine dalle strada): ci accoglie un parcheggio che si chiama “Amici di Enfola” è gratuito c è posto! In realtà sono due spiagge, una sul lato destro un po’ disastrata, rocciosa e poco pulita, sull’altro lato è possibile trascorrere qualche ora piacevole anche guardando i sub che si immergono partendo dal diving center a fianco del ristorante. Come tutti i “capi” panorami spettacolari, bel vento e vedute memorabili.
9. Barbarossa: a circa 2 km a nord da Portoazzurro. Un po’affollata ma carina, ghiaia rossa e qualche bar intorno. La spiaggia prende il nome dal famoso pirata Barbarossa, approdato proprio qui prima di mettere a ferro e fuoco l’isola! Da segnalare la stupenda passeggiata che collega la spiaggia al centro di Portoazzurro, e al Forte San Giacomo. Percorrerla vi consentirà di ammirare panorami unici e magari di cogliere qualche fico d’india…
10. Acquaviva (versante nord sulla strada che collega le Ghiaie a Enfola). Colonizzata dai clienti dell’omonimo Campeggio, ci ricaviamo un angolo per il nostro pranzo. La spiaggetta è discutibile, anche per la presenza di una piattaforma di cemento. Pensavamo meglio. Evitabile.
11. Acquarilli (sulla strada per andare a Lacona si parcheggia sulla strada o su un piccolo parcheggio ricavato a strapiombo dopo circa 1 km dal cartello di Norsi). Arrivare sulla spiaggia è un impresa epica, considerato il sentiero di circa 15 minuti in discesa tra rovi, radici e roccia. Per forza di cose non è particolarmente affollata, il lato piu’ lontano è “risevato” ai nudisti, i sassi scuri la rendono caldissima, ai limiti della sopportazione. L’acqua, a prima vista molto bella, è un po’ deludente… un sottile strato oleoso a tratti la copre e il fondale non è particolarmente trasparente. Zero servizi.
12. Fetovaia (lato ovest, da Marina di Campo in direzione Fetovaia): La nostra guida ne decanta la bellezza immensa…peccato che non evidenzi le immense difficoltà di parcheggio e l’affollamento che la rendono invivibile (e poi siamo a settembre). Simile a Lacona ma molto meno estesa, ha un bellissimo mare e una bella pineta. Consigliato solo per le prime ore dell’alba!

PS: Penso che Cavoli, altra spiaggia famosissima, abbia le stesse problematiche. Non siamo riusciti a visitarla perché non sono riuscito a parcheggiare!

Nel nostro giro esplorativo, oltre Portoazzurro, abbiamo visitato anche PortoFerraio, Capoliveri e Rio Marina.
Capoliveri è un bel paese adagiato sulla montagna, un borgo di piccole casette a ridosso di vialetti molto caratteristi, vale sicuramente una serata. Il parcheggio è un po’un problema, Capoliveri è meta serale preferita da gran parte dei turisti, quindi dopo le 21 bisogna girare non poco alla ricerca di un posto per l’auto.
Portoazzurro, che ci ha ospitato per gran parte delle serate, è la meta ideale per una bella serata di shopping (di vario genere anche se va per la maggiore l’etnico…), passeggiata sul porto e tra i numerosi vicoli colorati di insegne, fiori, piante rampicanti e balconi illuminati dalla luce delle case. Consigliamo l’assaggio di grappa stravecchia elbana in uno dei tanti bar carini disseminati per il centro.
A Rio Marina e Rio nell’Elba ci siamo passati un pomeriggio di riposo dalle spiagge. Sono localizzate nella zona meno frequentata dell’isola e non a caso, vale giusto un giro di un ora, nulla più visto che a parte qualche forno, un duomo a Rio nell’Elba e una bella scalinata a Rio Marina non c è tanto altro.
PortoFerraio vale una serata a passeggio per le mura del centro storico ma delude quanto a vagare tra negozi e negozietti. Lo ammettiamo, abbiamo deciso di trascurare Napoleone e la sua storia, questa volta non abbiamo proprio tempo…

RISTORANTI (il solito tragico capitolo…)
Dopo la pessima esperienza della ristorazione all’Isola del Giglio siamo indubbiamente prevenuti, a ragione. Su consiglio di un racconto scaricato da Turisti per Caso, durante la nostra serata a Capoliveri andiamo diretti al Ristorante “Il Chiasso”, fiduciosi della bella recensione e del buon nome del ristorante, frequentato, si dice, da gran parte degli elbani (e che io sappia la gente del posto non si fa fregare come i turisti…). Per la prima volta e unica volta non leggiamo il menù esposto all’esterno e facciamo MALE!
Il locale è piuttosto spartano, il servizio molto ruspante quindi perché devo pagare 3,50 di coperto? Solo perché vicino alla cassa ci sono almeno una trentina di foto di VIP che hanno frequentato il locale? Poca scelta di primi e secondi, porzioni misere anche se di buona qualità, prezzi esorbitanti (un primo non costa meno di 13 euro!). Insomma un locale che si spaccia per popolare ma che ti salassa subdolamente. Bocciato!!!!
A Portoazzurro va indubbiamente meglio anche se la prima serata ci coglie impreparati. Ci infiliamo nel ristorante da Floriano perché ci piacciono i “baldacchini” sul vicolo di fronte al ristorante in pieno centro. Il ristorante è segnalato dal Touring Club quindi ci fidiamo…macchè.
4 Euro di coperto! 2 primi, un fritto e una bottiglia di vino ci costano ben 67 euro! Mica male per alzarsi dal tavolo ancora affamati e per un servizio discutibile. Bocciato!
Altro discorso per gli ONESTI ristoranti proprio sul porto, Il Delfino Verde, La Caravella e La Fenice.
Ottimo servizio, prezzi accettabili, anche se entrambi un po’ turistici sicuramente valgono la serata.
A PortoFerraio abbiamo cenato con una pizza al Ristorante Nettuno, senza infamia né lode.

Un ultimo consiglio, cercate su Youtube qualche video girato dai sub sul relitto ELVISCOT davanti a Pomonte. Davvero molto suggestivo!

E dopo il vostro viaggio, se il nostro racconto ha trovato posto nella vostra valigia, fateci sapere…

10 Settembre 2008
Francesco e Teresa
sgq@virgilio.it

Achensee

Che meraviglia…
L’Austria ti coccola tra le sue montagne, il verde ti culla in uno stato sospeso di serenità e pace…
Che meraviglia…
Arrivi ad Achensee, un lago incantato, incastonato tra l’incanto delle cime che ospitano foreste secolari…
C’è qualcosa di incredibilmente rilassante, l’aria ti colora il viso, la luce filtrata da nuvole passeggere illunima il verde di una fascino primordiale.
Che meraviglia l’AlpenRose di Maurach am Achensee…
ti accoglie in tutto il suo splendore regale,
ti innalza a supremo benessere,
ti rende unica cosa con il contesto armonioso.

Che meraviglia guardare la pioggia, leggera e profumata, che tamburella le vetrate della sala relax…
Che stupore abbandonarsi nel letto impagliato quasi essere trasportato in una casa degli anni 20…
Indimenticabile l’odore dell’erba fresca dopo una sauna finlandese,
il piacere dell’acqua pura dopo un ora di intenso sole di montagna,
il vento che ti accarezza il corpo sul terrazzo della baita in legno

Che meraviglia vivere l’Austria con tutti i sensi…



Learning to Fly

Pink Floyd, Live in Venice 1989

Salisburgo

28 Agosto 2006
Dai Castelli di Ludwig a Salisburgo…. Il nostro programma di viaggio prevede 3 giorni sulle tracce di Mozart.
Ci districhiamo nel traffico di Salzburg e troviamo la Pension Wallner, minimalista ma funzionale al nostro soggiorno. Appena tornati da una prima passeggiata salisburghese scopriamo di essere “oltre il monte”… e chi immaginava che Salisburgo avesse la sua bella montagna in mezzo alla città? … e le case incastonate? E’ stato bello approcciare con la città assaporando un hot dog e un panino con lo speck on the road!
La prima passeggiata per Salzburg ci mostra l’abbeveratoio, il Duomo, Mozartplatz, Residenzplatz, PapagenoPlatz, Rathaus Platz e la famosa via commerciale che ospita la casa di Mozart.
Dal punto di vista culturale siamo “bloccati” perché non abbiamo ancora acquistato la Salzburg Card… per ammortizzare e ripagarci ampiamente la tesserina convenzionata con la città dobbiamo vedere: La casa Natale di Mozart, la sua abitazione, la Mostra Viva Mozart, l’ascensore, la Fortezza, il museo della birra e il Miracle’s Wax Museum (il museo delle cere)…. In 3 giorni non ce la faremo mai!!! Oppure si?
Ore 20.30
Ristorante Wilder Mann. Abbiamo già gustato un consommè con frittata e uno con verdurine e canederli… aspettiamo un gulasch e un filettino di manzo brasato. Ci siamo rifugiati in questa osteria molto tipica e incredibilmente economica visto che si trova in una traversa della nota strada delle insegne!…. La pioggia di questi giorni non ci abbandona.
La cena non è troppo romantica…siamo in un tavolone tondo con una famiglia di turisti (tedeschi?)!29 Agosto 2006

Avremo fatto bene a comprare questa Salzburg Card?Finora abbiamo visitato il Museo Viva Mozart, la Casa natale e l’abitazione per un totale di 17.50 euro per andare in pari mancano 11,50 euro ma siamo già distrutti!

Sternbrau… cortile interno tra il fiume e la Getreidegasse…2 birre per riposarci. Facciamo il punto su quello che abbiamo visitato:
1. Mostra interattiva Viva Mozart con tanto di audioguida con voce di Mozart che ti accompagna per le sale tematiche: Teresa è rimasta impressionata dalla Sala dei Balli e ha utilizzato un ventaglio come le dame di corte viennese!
2. Casa Natale di Mozart: stendiamo un velo pietoso! E’ una mostra contemporanea mal riuscita. Ambienti poco evocativi e improvvisati… il cicciobello nella culla è veramente trash! Rimanete pure fuori mentre orde di turisti invadono l’ingresso.
3. Casa Mozartiana: bel viaggio nella vita musicale di Amadeus e della sua famiglia. Bella esperienza. L’audioguida in dotazione e funzionale al percorso, forse un po’ lungo ma molto interessante.
4. Fortezza: vedute spettacolari su Salisburgo. I musei interni sono un po’ monotoni ma la visita guidata, sempre con audioguida, è da non perdere.
5. Battello… giusto per abbattere il costo della Salzburg Card. Evitabile. Per non parlare del fantastico regalo che il capitano ha fatto ai bambini… un adesivo anni 70 del battello! Se ero io glielo attaccavo sul vetro!
Saremmo stati piu contenti se avessimo bevuto 29 euro di birra piuttosto che comprare la S.C…. tutta sta convenienza non l’abbiamo vista… per ammortizzarla ci stiamo rimettendo la salute!!!

30 Agosto 2006
…e qui continua a piovere… sembra Novembre, il tempo non è stato proprio dalla nostra parte.
Ieri sera è stato bello cenare allo Sternbrau con la arie mozartiane come sottofondo musicale.
Oggi sarà un’altra giornata piena… inizieremo dai Giardini Mirabell.
“Amore fai i panini con il patè di fegato che abbiamo portato via dalla colazione!”
Ore 15.30
Taverna Zipfer vicino alla Franziskaner. Vagando alla ricerca di un concertino ci infiliamo nella chiesa Franziskaner e, ascoltando un organo melodico, ci riposiamo le gambine visto l’intenso percorso della giornata.
Riepilogando:
1. Giardini Mirabell dove abbiamo fatto la “conoscenza” di Wolf Dietrich il signorotto locale che ha fatto costruire mezza Salisburgo e che ci siamo ritrovati nel Wax Museum a parlare con Mozart sopra una tavola imbandita di nobili dell’epoca…concentrato di vizi e virtù della Salzburg di fine Settecento
2. Internet Point vicino alla stazione alla frenetica ricerca di un centro benessere in Alto Adige.
3. Sotto una pioggia battente ci ritroviamo sotto la Casa di Mozart e decidiamo, con un po’ di diffidenza iniziale, di entrare nel Museo delle cere (Wax Museum). Un salto nel tempo nella Salisburgo del 1791 tra animazioni robotiche e ologrammi che presentano la vita quotidiana dell’epoca. Bella esperienza, anche se un po’ commerciale, estremamente didattica.
4. ResidenzPlatz: o meglio, ci ritroviamo, senza nemmeno saperlo e accompagnati da un tipo della biglietteria, nella galleria di una mostra temporanea sul sonno… non era proprio quello che cercavamo però è carina e ce la guardiamo rapidamente. Ecco gli appartamenti residenziali motivo della nostra visita. 14 sale, la nostra audioguida fornita, come in tutti i musei che abbiamo visitato, ci conduce attraverso le residenza degli arcivescovi. In due sale Mozart ha fatto i suoi primi concerti all’età di 6 anni e scopriamo che tutte le sale sono state splendidamente affrescate con le gesta di Alessandro Magno dal famoso pittore Rottmayer h! Niente a confronto della magnifica Gulashsuppe che mi sono appena mangiato!
Ore 21.30
A distanze di 6 ore rieccoci nella Taverna Zipfer, dove nel pomeriggio abbiamo gustato un indimenticabile Ristretto con strudel ripieno di carne trita.
L’Augustiner Bier, anche se molto tipico e folk, sul fronte culinario non ci ha allettato quindi siamo tornati alla Zipfer tra tavolacci e trofei di caccia pronti per studiarci un menu che evoca ottime combinazioni.
Ultima sera a Salisburgo siamo nostalgici e ubriachi, le intense giornate di pioggia e la carica culturale della città ci mancheranno! Foto da una cabina telefonica come ultimo ricordo di viaggio, proprio come a Vienna (perché da noi queste tecnologie non sono ancora arrivate??)
I gestori della Pension Wallner ci hanno considerato meno di zero, però il nostro attico di 35 euro a testa al giorno era carino…
Sito fondamentale per il soggiorno a Salisburgo http://www.salzburg.info

Appunti dal SudTirol: Renon

Renon, meta sudtirolese carica di fascino e curiosità.
Renon è silenzio, scoperta, palcoscenico sopra Bolzano.
La notte sul Renon consente un flusso di pensieri intenso, poetico. Sfiorare il prato umido, cogliere i profumi dell’altopiano, evocare la maestosità delle cime nascoste dal buio di mezzanotte.

Dalle Dolomiti

Immaginate una vecchia littorina d’epoca, un binario appoggiato su un letto d’erba…il binario di insinua nei percorsi della natura, tra laghi, boschi di larici, panorami incantevoli…
Le fermate del trenino non sono stazioni vere e proprie, sono semplici strutture in legno della foresta, al volte particolarmente rustiche… sono un insegna in ferro battuto o forgiata scalpellando un asse ci ricorda che siamo su un percorso ferroviario molto particolare.
La littorina può lasciarci nel mezzo del bosco, tra i mille sentieri del Renon.
Immaginate questo antico trenino in stile Belle Epoque, immaginate che abbia 99 anni appena compiuti…immaginate di esserci sopra proprio sul percorso che da Collalbo conduce a SopraBolzano…

Come planare sopra Bolzano entrando nel centro storico, ecco l’esperienza che consente di vivere la splendida funivia che collega Soprabolzano con la città sottostante. Ben 900 metri di dislivello in poco meno di 15 minuti…sospesi nello spazio e nel tempo… un volo pindarico sopra i boschi, sopra le piramidi di terra, guardando fino al Latemar…
E una volta a Bolzano non mancate di andare a salutare Otzi (tutto il mondo ci invidia la mummia venuta dal ghiaccio!).Le piramidi di terra, icona e simbolo del Renon, rappresentano un singolare fenomeno geologico (in realtà sono presenti anche a Zone, nel bresciano). Giganteschi massi proteggono il terreno sottostante dall’erosione millenaria, creando cosi dei veri e propri colossi visibili da più punti dell’altopiano. Il percorso dedicato a questa originale espressione della natura parte da Collalbo, lungo la strada per Longomoso fino al caffè Erdpyramiden. Proprio da qui parte il sentiero fino a Santa Maria, che consente di osservare le piramidi da ogni angolazione. Circa 3 ore di cammino ma ne vale la pena.

Per gli amanti dei sentieri tematici segnalo la passeggiata che inizia a Soprabolzano, proprio vicino alla vecchia stazione. Il percorso ambisce a descrivere, in circa 2 ore di cammino, le particolarità del Renon. Peccato non avere soggiornato a Soprabolzano… ho trovato Collalbo poco tipica, poco accogliente e molto dispersiva. Peccato.
Ecco alcune note negative rilevate nel corso dei due giorni di soggiorno:
Pensione Schrall-Belmonte: 35 euro per un trattamento B&B in una camera stretta, poco pulita, senza TV e senza carta igienica in un bagno anni 70 mi sembrano veramente troppi! Incredibile per lo standard altoatesino sempre molto alto…. Sconsigliatissimo a parte lo splendido giardino di fronte alla pensione.
Bar Zentral: centro paese, locale carino ma offerta culinaria poco tipica e prezzi altissimi (e il paese offre poco altro).Consiglio vivamente di soggiornare all’albergo Zum Zirm proprio sotto il Corno Renon (2270 metri) vera perla dell’escursionismo sul Renon. Siamo a valle Pemmern ( a qualche km da Collalbo) dove la moderna cabinovia conduce fino a Cima Lago Nero (2070 m). Un rifugio accoglie in viandanti offrendo ottimi caffè e una vasta scelta di percorsi. Impedibile quello panoramico…peccato solo per il tempo incerto….
Dalla Cima si gode un panorama tra i più incantevoli delle Alpi: dai colossi di ghiaccio dell’Ortles alle Dolomiti, dalle Alpi dello Stubai e dello Zillertal alla Presanella e all’Adamello.
Mi ha colto un magico senso di appartenenza, un emozione che solo la montagna sa regalare…

http://www.rittnerhorm.com
http://www.ritten.com
http://www.suedtirol.infoAlcune curiosità tratte dalla rivista Ars Vivendi:
Il trenino del Renon è l’ultima ferrovia a cremagliera ancora in funzione in Alto Adige, i suoi vaoni risalgono al 1907
La funivia aerea con i suoi 4565 m è la piu lunga funivia senza interruzioni esistente la mondo!
Nel medioevo gli imperatori germanici attraversavano il Renon per andare a Roma a farsi incoronare: oltre 60 imperatori hanno alloggiato nella commenda di Longomoso, antico ospizio fondato dall’Ordine Teutonico